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Voucher e incentivi in Piemonte da 1,5 miliardi per Industria 5.0 e innovazione

di Mariza Cibelle Dardi
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Con l’apertura dei bandi 2026, la Regione Piemonte consolida il Programma regionale (PR) FESR per guidare il sistema produttivo locale nella transizione digitale e sostenibile. L’obiettivo è accelerare sulla qualità dei processi e sull’integrazione dei giovani ricercatori nel tessuto delle piccole e medie imprese, grazie a una sinergia tra fondi europei e nazionali.

L’economia piemontese sta attraversando una fase di profonda trasformazione industriale, sostenuta da una strategia che unisce digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Il PR FESR 2021-2027 rappresenta il pilastro di questa evoluzione, potendo contare su una dotazione finanziaria complessiva che sfiora un miliardo e mezzo di euro. L’imponente piano di investimenti non si limita a fornire sussidi, ma mira a spingere le micro, piccole e medie imprese verso il paradigma dell’Industria 5.0, un modello produttivo che mette al centro il benessere dei lavoratori e la salvaguardia delle risorse naturali. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione regionale è consolidare la competitività del territorio, favorendo la diversificazione dei prodotti e la contaminazione tra settori ad alto potenziale di crescita.

Certificazioni e qualità: la risposta delle imprese alla transizione sostenibile

Una delle iniziative di maggiore impatto degli ultimi mesi è stata il bando Voucher certificazioni PMI per competitività e sostenibilità, gestito in collaborazione con Unioncamere Piemonte. Lo strumento nasce per aiutare le aziende a ottenere standard di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, come le norme ISO per la qualità, l’ambiente o la sicurezza informatica, che agiscono come veri e propri passaporti per i mercati esteri. Il successo della misura è stato tale che la dotazione iniziale di 8,4 milioni di euro è stata esaurita in poche ore durante l’apertura dello sportello nell’ottobre 2025.

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Photo: Magnific / Lifestylememory

Per fare fronte a questa domanda straordinaria, la Regione ha approvato un massiccio rifinanziamento di 9 milioni di euro con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 51-2087 del 22 dicembre 2025, portando il fondo totale a 17,4 milioni di euro per permettere lo scorrimento delle graduatorie. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che copre tra il 50% e il 65% delle spese per consulenza, formazione e acquisto di beni tecnologici, con importi che possono arrivare fino a 100.000 euro per singola domanda.

Un elemento di novità introdotto recentemente riguarda l’obbligo per le imprese beneficiarie di possedere una copertura assicurativa contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, una misura pensata per aumentare la resilienza delle attività produttive di fronte ai cambiamenti climatici.

Le aziende devono inoltre garantire che i loro progetti rispettino il principio di non arrecare danni significativi all’ambiente, noto come Do No Significant Harm (DNSH), attestando la conformità degli investimenti ai sei obiettivi ambientali definiti dall’Unione europea.

Investire nel talento: il bando MATCHIN porta la ricerca nel cuore delle PMI

Il sistema regionale ha attivato una nuova opportunità per il rafforzamento tecnico delle imprese con l’apertura, il 2 marzo 2026, dello sportello per il bando  MATCHINMobilizing Advanced Talents for Competence and High INnovation, che mette a disposizione 5 milioni di euro per favorire l’ingresso di ricercatori e dottori di ricerca (PhD) nelle Pmi. Tale iniziativa cerca di superare la storica difficoltà delle realtà più piccole nel competere con le grandi industrie per l’attrazione di talenti altamente qualificati. Attraverso la Linea A, le imprese possono assumere direttamente ricercatori beneficiando di un contributo che copre fino al 70% dei costi salariali per 18 mesi, mentre la Linea B finanzia la mobilità temporanea di docenti e ricercatori universitari presso le aziende tramite apposite convenzioni.

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Photo: Magnific / Freepik

Le domande per il bando MATCHIN resteranno aperte fino al 10 settembre 2026 sulla piattaforma FINDOM  – FINanziamenti DOMande, un sistema informatico che garantisce la tracciabilità delle operazioni. Per assicurare il corretto utilizzo dei fondi pubblici, ogni spesa deve essere identificata con il Codice Unico di Progetto (CUP), un numero che deve comparire su tutte le fatture elettroniche per renderle rimborsabili.

Oltre il capitale umano: 92 milioni per nuovi impianti e riciclo

Il pacchetto di misure regionali si completa con interventi strutturali per potenziare la capacità produttiva e l’ecosostenibilità delle fabbriche. Il bando per l’attrazione e il sostegno degli investimenti produttivi, riaperto a febbraio 2026 con oltre 92 milioni di euro, finanzia la modernizzazione tecnologica e l’acquisto di macchinari all’avanguardia per ridurre l’impronta energetica.

Sul fronte della sostenibilità operativa, i programmi RI.TECH (tecnologie di riciclaggio) e PRE.SI (prevenzione dei rifiuti) supportano le imprese che scelgono di recuperare materie prime seconde o di abbattere gli scarti industriali alla fonte. L’integrazione di queste risorse con i fondi per certificazioni e talenti definisce una strategia di crescita organica.

L’obiettivo è trasformare il Piemonte in un modello europeo di riconversione industriale, coniugando l’innovazione scientifica con processi produttivi puliti, trasparenti e capaci di generare valore per il territorio.

 

 

Mariza Cibelle Dardi

Photo cover: Magnific / Freepik

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