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Smart&Start Italia, uno strumento per le startup innovative

di Paola Landriani
articolo smartandstart

Dall’economia digitale alla ricerca scientifica: l’incentivo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy gestito da Invitalia si rinnova per il 2026 per sostenere la nascita delle startup 5.0 con finanziamenti a tasso zero.

Nel panorama delle politiche industriali italiane, la finanza agevolata rappresenta uno degli strumenti principali per accompagnare la nascita di nuove imprese innovative. Per le startup, la fase di avvio coincide spesso con la difficoltà di accedere a risorse finanziarie adeguate per trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale strutturato.

In questo contesto si colloca Smart&Start Italia, una misura dedicata proprio alle startup ad alto contenuto tecnologico: l’obiettivo è sostenere iniziative legate all’economia digitale, alla valorizzazione della ricerca e allo sviluppo di competenze innovative.

Cos’è Smart&Start Italia e a chi si rivolge

Smart&Start Italia è un incentivo nazionale promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e introdotto con il decreto ministeriale del 24 settembre 2014. La disciplina attuativa della misura è stata successivamente rivista con il decreto del 30 agosto 2019, con l’obiettivo di semplificare e accelerare le procedure di accesso.

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Photo: Unsplash / Austin Distel

La gestione operativa è affidata a Invitalia, che valuta i piani di impresa, concede i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti. La misura si rivolge alle startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese, ma anche ai team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia, inclusi i residenti all’estero e i cittadini stranieri in possesso dello Startup Visa. Possono inoltre accedere all’incentivo le imprese estere che si impegnano ad aprire una sede operativa in Italia. I requisiti che definiscono una “startup innovativa” sono quelli previsti dall’articolo 25 del Decreto-Legge n. 179 del 2012, pensati per indirizzare la misura verso realtà con un forte contenuto tecnologico e un potenziale di crescita nel medio-lungo periodo.

Le prospettive per il 2026

Nel corso del 2026, Smart&Start Italia si conferma un pilastro centrale, specialmente alla luce del nuovo Codice degli Incentivi. Con il rifinanziamento annuale e la crescente sinergia con i progetti di Industria 5.0, la misura premia le startup che integrano tecnologie digitali e sostenibilità ambientale, offrendo una corsia preferenziale a chi punta su soluzioni green e innovazione circolare.

Progetti finanziabili e spese ammissibili

Smart&Start Italia finanzia piani d’impresa compresi tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, a condizione che il progetto presenti un significativo contenuto tecnologico e innovativo, sia orientato allo sviluppo di soluzioni nell’ambito dell’economia digitale, come intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, oppure punti alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata.

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Photo: Unsplash / Med Badr Chemmaoui

Le spese ammissibili includono investimenti in beni strumentali, tecnologie hardware e software, proprietà intellettuale, consulenze specialistiche e costi legati alle risorse umane. Rientrano inoltre alcune voci di funzionamento aziendale, purché coerenti con il piano di impresa e funzionali allo sviluppo dell’attività. Le spese devono essere sostenute entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.

Agevolazioni e servizi di accompagnamento

L’incentivo prevede la concessione di un finanziamento a tasso zero, senza richiesta di garanzie, che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili. La percentuale sale al 90% per le startup costituite interamente da donne o giovani under 36, oppure in presenza di un dottore di ricerca rientrato dall’estero, con l’obiettivo di favorire sia l’imprenditoria giovanile e femminile sia il rientro dei cosiddetti “cervelli”.

Per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia è inoltre previsto un contributo a fondo perduto pari al 30% del finanziamento concesso, esteso dal Decreto Rilancio del 20 maggio 2020 anche alle imprese localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia. Il finanziamento deve essere restituito in un periodo massimo di dieci anni, con avvio del rimborso dal dodicesimo mese successivo all’ultima erogazione.

Accanto al sostegno finanziario, Smart&Start Italia prevede anche servizi di accompagnamento per le startup più giovani, con attività di tutoraggio e webinar specialistici finalizzati a rafforzare competenze chiave come la pianificazione finanziaria, il marketing e l’organizzazione aziendale.

 

Paola Landriani

Photo cover: Unsplash / Marvin Meyer 

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