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Rigenerazione urbana: il modello che unisce capitale pubblico e privato

di Annarita Cacciamani
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Il recupero dell’ex convento di Santa Chiara a Piacenza dimostra come fondi immobiliari, risorse europee e credito bancario possano sostenere interventi di social housing e welfare territoriale.

La rigenerazione urbana del patrimonio pubblico e privato richiede strutture finanziarie complesse in grado di coniugare rendimento e impatto sociale. Il progetto di recupero dell’ex convento di Santa Chiara, a Piacenza, rappresenta un esempio di questa evoluzione. Lo scorso luglio la posa delle prima pietra ha segnato l’avvio dei lavori, il cui termine è previsto a luglio 2028. L’intervento, del valore di circa 30 milioni di euro, trasformerà un complesso storico di circa 12mila metri quadrati in uno spazio che ospiterà residenze universitarie, social housing e servizi socioassistenziali.

Un fondo immobiliare per mettere a sistema gli investimenti

L’operazione è realizzata attraverso iGeneration, un fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso promosso e gestito da Investire SGR, società del Gruppo Banca Finnat specializzata nelle infrastrutture sociali.

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La scelta di utilizzare questo veicolo finanziario non è casuale. Consente infatti di raccogliere risorse da investitori diversi e di gestirle in modo unitario, destinandole a operazioni che richiedono competenze specialistiche, orizzonti temporali medio-lunghi e una governance condivisa. Nel caso di Santa Chiara, il fondo diventa la piattaforma attraverso cui convergono capitali pubblici, istituzionali e privati, distribuendo il rischio dell’investimento e rendendo possibile un intervento che difficilmente sarebbe sostenibile per un singolo operatore.

Una struttura finanziaria multilivello

Tra i partecipanti al fondo figurano CDP Real Asset SGR, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti dedicata agli investimenti immobiliari, il Fondo europeo per gli Investimenti, alcune fondazioni di origine bancaria, tra cui la Fondazione di Piacenza e Vigevano, oltre a casse di previdenza e istituti bancari. A questa componente di capitale si aggiunge il mutuo concesso dalla Banca di Piacenza, che completa il piano finanziario dell’operazione. Ne deriva una struttura nella quale convivono capitale di rischio e finanziamento bancario, con il coinvolgimento di soggetti che perseguono obiettivi differenti ma complementari: sviluppo territoriale, valorizzazione immobiliare, rendimento di lungo periodo e impatto sociale.

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Il ruolo degli investitori istituzionali

La presenza di CDP Real Asset SGR conferma l’interesse del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti per strumenti dedicati all’housing accessibile e alla rigenerazione urbana, mentre la partecipazione del Fondo europeo per gli Investimenti rafforza la dimensione europea dell’iniziativa. Accanto a questi soggetti trovano spazio fondazioni bancarie, casse previdenziali e istituti di credito, ciascuno con competenze e obiettivi differenti ma accomunati da una prospettiva di investimento di lungo periodo. In questo contesto assume particolare rilievo anche il ruolo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, non soltanto tra i partecipanti al fondo, ma come promotrice dell’intero progetto di recupero dell’ex convento.

Un progetto pensato per essere sostenibile

La sostenibilità economica dell’intervento non dipende esclusivamente dalla struttura finanziaria, ma anche dalla configurazione del progetto. L’ex convento ospiterà infatti circa 300 posti tra residenza universitaria, social housing e servizi socioassistenziali, compreso un centro socio-riabilitativo destinato a persone con disabilità e fragilità. La gestione delle diverse funzioni sarà affidata a operatori specializzati: RELIFE per le residenze universitarie e Unicoop per i servizi socioassistenziali. La combinazione di destinazioni differenti consente di costruire un progetto nel quale funzioni abitative e servizi alla persona convivono all’interno dello stesso complesso, ampliando il valore sociale dell’intervento e contribuendo all’equilibrio economico della gestione nel lungo periodo.

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Una partnership pubblico-privata replicabile

Nel comunicato stampa di presentazione del progetto, il presidente di Investire SGR, Arturo Nattino, ha sottolineato come l’intervento, firmato dallo studio milanese Stefano Boeri Interiors, valorizzi il patrimonio storico cittadino e dimostri che la collaborazione tra istituzioni e capitali pazienti possa generare un modello di partnership pubblico-privata replicabile e orientato alle esigenze delle nuove generazioni. È un aspetto che va oltre il singolo intervento. La crescente domanda di student housing, housing sociale e altre infrastrutture dedicate al welfare richiede infatti strumenti capaci di mobilitare risorse consistenti e di sostenerle lungo l’intero ciclo di sviluppo dell’investimento. In questo scenario, i fondi immobiliari dedicati alle infrastrutture sociali possono rappresentare un punto di incontro tra interesse pubblico e capitale privato.

 

Annarita Cacciamani

Tutti i render sono stati forniti dall’Ufficio stampa di Cassa Depositi e Prestiti

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