Tra progressi concreti e ostacoli persistenti, le imprese italiane si muovono lungo un percorso di trasformazione che richiede infrastrutture solide, competenze mirate e una strategia chiara per sfruttare appieno incentivi e opportunità.
Negli ultimi anni le piccole e medie imprese (PMI) italiane hanno accelerato la trasformazione digitale, ma il percorso resta accidentato. A differenza dei grandi gruppi, le PMI spesso non dispongono né delle risorse né delle competenze necessarie, e si scontrano con barriere infrastrutturali e culturali.
Il Rapporto annuale 2025 dell’ISTAT ha fotografato un’Italia con potenzialità tecnologiche crescenti, ma con nodi strutturali ancora irrisolti. Secondo i dati contenuti nel rapporto, soltanto l’8 % delle imprese italiane ha adottato soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nel 2024, un dato che conferma il ritardo rispetto ad altri Paesi europei.

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Il nodo delle competenze
Parallelamente, nelle competenze digitali il quadro non migliora: solo il 45,8 % degli italiani tra 16 e 74 anni possiede competenze di base in ambito digitale, contro una media europeadel 55,5 %. Il documento evidenzia che la capacità di trasformare le tecnologie emergenti in valore produttivo è limitata da un deficit di capitale umano specializzato.
I comparti che hanno ottenuto i maggiori incrementi di valore aggiunto sono quelli con più alto contenuto tecnologico e intensità di conoscenza, accentuando il divario tra settori innovativi e tradizionali. Cloud e intelligenza artificiale sono quindi leve centrali per la competitività, ma il loro pieno potenziale è vincolato da connessioni insufficienti, criticità negli strumenti di rete e ritardi infrastrutturali che frenano soprattutto le realtà più piccole.

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Infrastrutture, incentivi e prospettive
Dal lato delle politiche, l’Italia dispone di strumenti come Transizione 5.0, oltre ai bandi PNRR per la digitalizzazione e ai fondi europei. Tuttavia, la vera sfida non è la scarsità di risorse, ma la capacità delle PMI di progettare in maniera credibile, rendicontare e valorizzare tecnologie complesse.
Per questo motivo, diventa cruciale per le PMI aprirsi al supporto di figure consulenziali esperte in finanza agevolata, trasformazione digitale e gestione dell’innovazione. Queste figure, come l’opportunity manager, possono non solo orientare nella scelta degli strumenti più adatti, ma anche semplificare le procedure burocratiche, facilitare la progettazione tecnica e garantire una rendicontazione corretta. In un contesto dove la velocità di cambiamento è elevata e la complessità normativa può scoraggiare, affidarsi a partner competenti significa aumentare le probabilità di successo e trasformare gli incentivi in un reale motore di crescita.
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