Il Piano Transizione 5.0, evoluzione del Piano Transizione 4.0, si colloca all’interno di una strategia più ampia volta a supportare la trasformazione digitale ed energetica delle imprese. Per il biennio 2024-2025, mette a disposizione 12,7 miliardi di euro per favorire questo percorso. In particolare, in linea con le misure di breve e medio termine del piano REPowerEU, il Piano Transizione 5.0 dispone di una dotazione finanziaria di 6,3 miliardi di euro, destinati a promuovere l’innovazione nei processi produttivi aziendali, in linea con le due transizioni cruciali oggi: digitale ed energetica.
Il Piano Transizione 5.0 ha modificato nel corso degli anni il pacchetto di agevolazioni iniziali (il Piano Transizione 4.0 era un aggiornamento del Piano Impresa 4.0 istituito nel 2018 e già conosciuto come Piano Industria 4.0 dal 2016) dando a oggi una maggiore attenzione all’innovazione, all’eco-sostenibilità ed agli investimenti green. Infatti, offre supporto alle imprese che investono nell’innovazione e nella digitalizzazione dei processi produttivi, nella formazione e nell’aggiornamento delle competenze del personale e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi.
L’obiettivo principale del programma è incentivare le aziende italiane ad adottare tecnologie avanzate per ridurre il proprio impatto ambientale, in linea anche con le direttive europee (come il Green Deal, che contiene una serie di misure per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050) e con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU riguardo la sostenibilità. Secondo la Commissione Europea, il periodo 2011-2020 è stato il decennio più caldo mai registrato e, per questo, ha riconosciuto la necessità di limitare il riscaldamento globale a 1,5° (come riporta l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici).
La strategia adotta un approccio combinato che, da un lato, promuove la digitalizzazione dei processi produttivi attraverso l’implementazione di tecnologie avanzate come Intelligenza Artificiale (AI), big data, Internet of Things (IoT), realtà aumentata e robotica; dall’altro, incentiva la sostenibilità ambientale, favorendo investimenti orientati alla decarbonizzazione, all’efficienza energetica e all’economia circolare. Questo approccio integrato ha lo scopo di sostenere le aziende nell’affrontare in modo sinergico le sfide delle transizioni digitale e green. Ma non solo: anche di renderle più efficienti, competitive e resilienti in un mercato in continuo cambiamento, integrando l’approccio nelle strategie di business.

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Agevolazioni sotto forma di crediti d’imposta per il biennio 2024-2025
Il Piano Transizione 5.0 è un programma che offre alle imprese un incentivo sotto forma di credito d’imposta, calcolato in base alla spesa sostenuta per nuovi investimenti effettuati nel biennio 2024-2025 (in particolare dal 1 gennaio 2024 fino al 31 dicembre 2025) in strutture produttive situate in Italia, introdotto dall’articolo 38 del Decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”. Possono accedere al contributo tutte le imprese con sede o stabile organizzazione in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione o dal regime fiscale utilizzato per calcolare il reddito d’impresa.
Per beneficiare del credito d’imposta, è necessario soddisfare uno dei seguenti requisiti: ridurre i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%; oppure, diminuire i consumi energetici del processo produttivo interessato dall’investimento di almeno il 5%. Questa riduzione deve essere ottenuta attraverso investimenti in beni materiali e immateriali (prevedendo aliquote diverse a seconda delle varie categorie di beni) legati alla transizione tecnologica e digitale delle imprese, in linea con il modello Industria 4.0.
Rientrano tra i beni agevolabili software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’intelligenza degli impianti che consentono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata o introducono meccanismi di efficienza energetica. Sono inclusi anche i software per la gestione aziendale, purché acquistati insieme a software, sistemi o piattaforme legati all’efficienza energetica.
Nell’ambito dei progetti di innovazione, sono inoltre ammissibili beni materiali nuovi, strumentali all’esercizio dell’impresa, utilizzati per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinate all’autoconsumo (escluse le biomasse), inclusi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta; spese per la formazione del personale su competenze rilevanti per la transizione dei processi produttivi, entro il limite del 10% degli investimenti in beni strumentali e fino a un massimo di 300mila euro.
Le novità della Legge di Bilancio 2025
La Legge di Bilancio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024, introduce importanti modifiche al piano Transizione 5.0, con l’obiettivo di renderlo più conveniente e accessibile per le imprese. Infatti, diventa cumulabile con tutte le agevolazioni, come il cumulo con il credito d’imposta ZES e si estende anche quelle finanziate con fondi europei (con il vincolo di non coprire le stesse spese con due agevolazioni diverse).

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Un’importante novità riguarda gli scaglioni di investimento: i primi due, ovvero quello fino a 2,5 milioni e quello compreso tra 2,5 e 10 milioni, vengono accorpati in un unico scaglione che comprende tutti gli investimenti fino a 10 milioni. Questo cambiamento consente di applicare le aliquote del 35%, 40% e 45%, precedentemente limitate agli investimenti fino a 2,5 milioni, a un intervallo più ampio. Di conseguenza, il piano diventa più vantaggioso anche per chi effettua investimenti di maggiore entità.
La seconda novità riguarda il settore fotovoltaico. Le maggiorazioni sono state ricalibrate, con un incentivo del 30% ora previsto anche per l’acquisto dei pannelli di tipo a). Per i pannelli di tipo b) e c), invece, le maggiorazioni salgono rispettivamente al 40% e al 50%, aumentando ulteriormente il livello di incentivazione.
Infine, sono state introdotte semplificazioni significative nel calcolo della riduzione dei consumi energetici. Ad esempio, per la sostituzione di macchinari obsoleti – ossia quelli il cui periodo di ammortamento è terminato da oltre 24 mesi – non sarà più necessario calcolare il risparmio energetico conseguito, a patto di accettare la fascia base di efficientamento energetico, che prevede un’aliquota del 35% fino a 10 milioni. Inoltre, sono stati snelliti anche i processi per i progetti curati dalle Energy Service Company (ESCo): nel caso di beni 4.0 acquisiti attraverso contratti EPC con una ESCo, l’efficientamento energetico richiesto viene considerato automaticamente raggiunto.
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