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Patent Box, l’agevolazione fiscale per chi investe in ricerca e sviluppo

di Annarita Cacciamani
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Un’agevolazione fiscale pensata per sostenere le imprese che investono in ricerca e sviluppo: la nuova Patent Box consente di ottenere una super-deduzione sui costi legati a software, brevetti e altri beni immateriali tutelati. 

La Patent Box è un’agevolazione fiscale che permette alle imprese di dedurre fiscalmente un importo pari al 210% dei costi di ricerca e sviluppo collegati a beni immateriali (come software, brevetti e disegni o modelli giuridicamente tutelati), grazie a una maggiorazione del 110% rispetto al costo sostenuto (quindi 100%+110%). Dal periodo d’imposta 2021, l’attuale regime ha sostituito il precedente modello basato sulla detassazione dei redditi, adottando un meccanismo più semplice e direttamente collegato ai costi di ricerca e sviluppo. 

Il beneficio si applica alla creazione, sviluppo, mantenimento e accrescimento dei beni immateriali, a condizione che le attività siano adeguatamente documentate e che i costi siano analiticamente imputabili ai singoli beni agevolabili, e opera come variazione in diminuzione del reddito imponibile ai fini Ires o Irpef e Irap, producendo un vantaggio immediato in termini di base imponibile.

A differenza del precedente regime, non è necessario determinare il reddito agevolabile attribuibile al singolo bene immateriale né attivare procedure di ruling con l’Agenzia delle Entrate. La Patent Box opzionale e fruibile direttamente in dichiarazione dei redditi, rendendo l’agevolazione accessibile, prevedibile e particolarmente utile per le imprese che investono in ricerca e sviluppo e vogliono rafforzare la propria competitività sul mercato. Ferma restando, ovviamente, la necessità di predisporre un’adeguata documentazione tecnica e contabile a supporto.

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Photo: Pexels / ThisIsEngineering

Beni immateriali agevolabili

Rientrano nel perimetro dell’agevolazione il software protetto da copyright, anche in assenza di registrazione presso la Siae purché sussistano i requisiti di tutela giuridica, i brevetti industriali, inclusi quelli in corso di concessione, nonché i disegni e modelli giuridicamente tutelati. Restano invece esclusi marchi, know-how e altri beni immateriali non espressamente previsti dalla normativa.

La super-maggiorazione del 110% si applica alle spese di ricerca e sviluppo direttamente riferibili ai beni immateriali agevolabili. In questo perimetro rientrano i costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, le quote di ammortamento dei beni strumentali utilizzati nei progetti, i costi per consulenze e contratti di ricerca extra-muros, nonché i materiali e le forniture impiegati nello sviluppo. Un aspetto centrale riguarda la corretta tracciabilità e documentazione delle spese, che devono essere imputabili in modo coerente e analitico al singolo bene immateriale.

Modalità di accesso, penalty e documentazione

L’accesso alla Patent Box avviene mediante un’opzione esercitabile in dichiarazione dei redditi, con validità quinquennale. L’opzione è irrevocabile per il periodo prescelto ed è rinnovabile al termine del quinquennio. La disciplina, integrata dai successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, ha inoltre previsto la possibilità di esercitare opzioni tardive tramite dichiarazione integrativa entro termini definiti, con particolare riferimento ai periodi d’imposta dal 2021 al 2023. Si tratta di un aspetto di rilievo soprattutto in ottica di pianificazione fiscale retroattiva.

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Photo: Pexels / ThisIsEngineering

Uno dei profili più rilevanti sotto il profilo del rischio fiscale è rappresentato dalla cosiddetta “penalty protection”. Le imprese che predispongono un set documentale idoneo e conforme alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate possono beneficiare della disapplicazione delle sanzioni in caso di recupero dell’agevolazione, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa e dalla prassi dell’Amministrazione finanziaria. La documentazione deve illustrare in modo puntuale i beni immateriali agevolati, le attività di ricerca e sviluppo svolte, i criteri di imputazione delle spese e il calcolo analitico della maggiorazione applicata.

Cumulabilità con altre agevolazioni

La nuova Patent Box è cumulabile con il credito d’imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design, nel rispetto del divieto di doppio beneficio sulle medesime spese. In un’ottica di pianificazione coordinata degli incentivi, tale cumulabilità consente di massimizzare il ritorno sugli investimenti in innovazione.

In sintesi, rispetto al precedente Patent Box il nuovo regime si distingue per una maggiore semplicità applicativa, l’assenza di ruling obbligatorio, il focus sui costi anziché sui redditi, una maggiore certezza dei tempi di fruizione e l’esclusione dei marchi dal perimetro agevolabile. Questi elementi hanno contribuito a rendere l’agevolazione più accessibile e prevedibile per le imprese.

 

Annarita Cacciamani

Photo cover:  Pexels / RDNE Stock project

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