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Nuova Sabatini, rifinanziamento da 1,7 miliardi: le novità per il 2026

di Mariza Cibelle Dardi
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Nel 2026 la Nuova Sabatini si conferma uno dei principali strumenti di politica industriale a sostegno della competitività delle Pmi italiane. Alle risorse già stanziate negli anni precedenti si aggiungono gli interventi della Legge di Bilancio per il 2026, che potenziano la dotazione della misura e introducono nuove regole su linee agevolate e obblighi assicurativi.

La stabilità della misura Nuova Sabatini poggia sul rifinanziamento previsto già dalla Legge di Bilancio 2025, che aveva stanziato  1,7 miliardi di euro per il periodo 2025‑2029. A queste risorse strutturali si aggiungono gli interventi della Legge di Bilancio 2026, che incrementano l’autorizzazione di spesa di 200 milioni di euro per il 2026 e di 450 milioni di euro per il 2027, così da potenziare la dotazione della misura negli anni di maggior tiraggio. Tale continuità operativa permette alle imprese di pianificare investimenti a lungo termine senza l’incertezza legata ai rinnovi annuali, andando a coprire i fabbisogni che spaziano dall’ammodernamento tecnologico tradizionale alla transizione ecologica, fino al rafforzamento della struttura patrimoniale aziendale. 

Secondo quanto illustrato sul portale nazionale degli incentivi, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il meccanismo di funzionamento dell’agevolazione rimane incardinato sulla concessione di un contributo in conto impianti, il cui ammontare è determinato convenzionalmente in base al valore degli interessi di un finanziamento teorico della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento effettuato.

Per accedere al beneficio, le imprese devono ottenere un finanziamento bancario o una locazione finanziaria di durata massima quinquennale, con un importo compreso tra 20mila euro e 4 milioni di euro, interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili. Come evidenziato dalla documentazione di sintesi sui massimali pubblicata dal MIMIT nella scheda ufficiale della misura, il finanziamento può essere coperto fino all’80% dal Fondo di Garanzia per le Pmi, facilitando così l’accesso al credito anche per le realtà con minori garanzie reali.

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Photo: Pexels / fauxels

Tassi e requisiti

La disciplina prevede diverse linee di intervento caratterizzate da intensità di aiuto differenti in base alla tipologia di investimento realizzato. La linea ordinaria sostiene l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali con un contributo calcolato su un tasso d’interesse annuo del 2,75%. È fondamentale sottolineare che i beni oggetto dell’agevolazione devono essere rigorosamente nuovi di fabbrica, escludendo categoricamente beni usati o rigenerati, e devono possedere il requisito dell’autonomia funzionale. 

Per supportare la trasformazione digitale, la linea 4.0 prevede un contributo maggiorato calcolato su un tasso del 3,575% per investimenti in beni materiali e immateriali interconnessi al sistema aziendale, come robotica avanzata, big data e cloud computing, elencati negli appositi allegati tecnici. Accanto alle linee dedicate alla tecnologia, la misura pone un forte accento sulla sostenibilità e sulla solidità finanziaria. 

La linea Green, operativa e rifinanziata, incentiva l’acquisto di macchinari e impianti a basso impatto ambientale con un contributo calcolato anch’esso al tasso annuo del 3,575%, subordinando l’accesso al possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo o di prodotto.

La capitalizzazione

La linea dedicata alla capitalizzazione rappresenta una delle evoluzioni più significative per il 2026, con il fine di incentivare la patrimonializzazione delle PMI costituite in forma di società di capitali. Questa specifica linea offre il contributo più elevato, calcolato su un tasso annuo del 5,0% per le micro e piccole imprese e del 3,575% per le medie imprese. L’accesso a tale beneficio richiede che l’impresa deliberi un aumento del capitale sociale pari ad almeno il 30% dell’importo del finanziamento richiesto, con obbligo di versamento di almeno il 25% entro trenta giorni dalla concessione del contributo e mantenimento dell’aumento per almeno tre anni.

Per chiarire dubbi operativi su casi specifici, come l’ammissibilità di singoli software o dettagli sui vincoli della patrimonializzazione, è possibile consultare le FAQ ufficiali pubblicate dal Ministero (Punto 2.1), che dettagliano l’applicazione dei tassi e le procedure di calcolo per ogni linea d’intervento.

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Photo: Freepik / gpointstudio

Gli adempimenti 2026: polizze catastrofali e gestione della domanda

Sotto il profilo degli adempimenti, il 2026 introduce una novità rilevante nella gestione dei rischi ambientali. A partire dal 1° gennaio 2026, per le micro e piccole imprese l’accesso agli incentivi di competenza del MIMIT, compresi quelli previsti dalla misura, è subordinato all’obbligo di stipula di polizze assicurative a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali come sismi, alluvioni, frane e inondazioni. Tale requisito, introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e reso operativo dal Decreto Ministeriale del 18 giugno 2025, impone che le imprese siano in regola con la copertura assicurativa non solo al momento della domanda, ma anche in fase di erogazione del contributo.

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Italia, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e operanti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, con la sola esclusione delle attività finanziarie e assicurative. La procedura di accesso è interamente digitalizzata e richiede che l’impresa presenti la domanda attraverso la piattaforma del Ministero prima di avviare l’investimento, pena l’inammissibilità della spesa.

L’investimento deve essere concluso entro dodici mesi dalla stipula del contratto di finanziamento e le fatture elettroniche devono riportare obbligatoriamente il Codice Unico di Progetto (CUP) per garantire la tracciabilità e la corretta erogazione del contributo. Le risorse stanziate per il quinquennio 2025‑2029, integrate dagli stanziamenti aggiuntivi della manovra 2026, assicurano la copertura finanziaria dello sportello, che resterà aperto fino all’esaurimento dei fondi disponibili.

 

Mariza Cibelle Dardi

Photo cover: Freepik / Drazen Zigic

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