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Finanza e innovazione: alleanza strategica per la sostenibilità

di Elisa Marasca
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Dalla transizione energetica alla gestione dei dati, il sistema bancario si propone come motore di cambiamento. Alla fiera Ecomondo di Rimini, si è parlato di come strumenti finanziari, tecnologie e metriche ESG uguali per tutti possano guidare imprese e territori verso una crescita vera.

 

Non è più tempo di retorica sulla sostenibilità. Le imprese chiedono strumenti concreti, e la finanza – specie quella agevolata – è pronta a fare la propria parte. Allo stand di SGR Efficienza Energetica, durante la fiera Ecomondo 2025, il panel “Finanza e innovazione: partnership per un percorso di sostenibilità” ha delineato un cambio di paradigma: il sistema bancario non è più solo un erogatore di capitale, ma un abilitatore della transizione ecologica, in grado di generare valore misurabile per le imprese. A intervenire, Alessio Ancillao, Head of Green Desk di BNL, intervistato da Federica Mossa, Senior Energy Manager del Gruppo SGR.

Le Pmi al centro della transizione energetica

Secondo uno studio commissionato da BNP Paribas e aggiornato al 2025, condotto su 1.500 Pmi in cinque Paesi europei (Italia, Francia, Belgio, Polonia, Lussemburgo), l’84% delle imprese considera la transizione energetica una sfida prioritaria. Non a caso, 9 aziende su 10 hanno già definito – o sono in procinto di farlo – un piano per la riduzione della propria impronta carbonica. Di queste, il 47% è in fase di revisione del piano, il 28% in fase di sviluppo e il 14% ha già attuato un programma strutturato di decarbonizzazione.

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L’impatto del cambiamento climatico è ormai evidente: il 93% delle aziende intervistate ha dichiarato di averne subito conseguenze dirette, il 55% segnala criticità ed effetti specifici nella catena di fornitura e il 54% ha registrato perdite economiche. «Il supporto della banca deve essere tarato sulle esigenze reali delle imprese», ha sottolineato Ancillao. «La sostenibilità non può essere vista solo come adempimento normativo, ma come leva strategica per innovare».

Un approccio sistemico e non settoriale

Ancillao ha insistito sulla necessità di adottare una visione ampia e integrata, che superi l’approccio settoriale. È fondamentale pensare in termini di filiera e infrastrutture: elettrificare i veicoli, ad esempio, non basta senza adeguare la logistica, la rete di ricarica, l’efficienza degli edifici. L’obiettivo è generare un impatto esponenziale sull’efficienza finale, evitando azioni isolate e frammentate.

Tra gli ambiti prioritari individuati dal Green Desk di BNL figurano la decarbonizzazione industriale, la mobilità sostenibile, la gestione dell’acqua e la produzione da fonti rinnovabili. Tutto questo deve poggiare su un ecosistema digitale avanzato, dove l’uso integrato di IoT e intelligenza artificiale diventi la base per raccogliere dati e misurare con precisione gli impatti ambientali e sociali.

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Blended finance e rating ESG: il futuro della finanza sostenibile

«Il futuro è nella blended finance», ha dichiarato Ancillao. «I fondi pubblici, da soli, non bastano più. Serve una sinergia tra capitale privato e incentivi pubblici, che renda la transizione sostenibile economicamente». Questo approccio ibrido rappresenterebbe una risposta alla riduzione dei fondi strutturali e permetterebbe di sostenere investimenti complessi con minor rischio.

Ancillao ha inoltre anticipato un possibile sviluppo nel sistema di valutazione creditizia: «Non esiste ancora uno score ESG legato al merito di credito, ma ci stiamo muovendo in quella direzione, anche per le PMI». Questo potrebbe rivoluzionare l’accesso al credito, premiando le imprese che integrano nei propri processi criteri ambientali, sociali e di governance.

Infine, il tema della “materialità” è stato presentato come centrale per le strategie future: un processo che parte dall’autovalutazione (self assessment), passa dalla mappatura dei rischi e arriva a una nuova cittadinanza d’impresa, fondata sulla capacità di generare impatti positivi nei territori in cui si opera.

 

Elisa Marasca

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