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Mattia Moruzzi: «La finanza agevolata ha contribuito allo sviluppo dell’azienda»

di Annarita Cacciamani
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Il General Manager di Techcab spiega che la figura dell’opportunity manager è ormai indispensabile per la sua azienda: «Lo scorso anno abbiamo assunto una persona che si occupa di ricercare i bandi», racconta in questa intervista.

 

Mattia Moruzzi, General Manager di Techcab, azienda parmense attiva nel settore dell’automazione industriale, ripercorre la sua esperienza con bandi ed incentivi a partire dal 2019, anno in cui si è avvicinato alla finanza agevolata. La parte più complessa? «Sicuramente la presentazione della candidatura», ammette. 

Partiamo dalle basi: di cosa si occupa Techcab e quali sono i progetti su cui state lavorando?

Siamo una realtà composta da circa sessanta persone e possiamo definirci dei system integrator. Prestiamo servizi di automazione a partire da progettazione elettrica, sviluppo del software, costruzione dei quadri elettrici fino all’installazione. Negli ultimi anni ci siamo ampliati attraverso acquisizioni strategiche: realtà che operano sempre nel nostro settore, ma con competenze molto verticali in ambiti che non coprivamo, come i quadri elettrici di media tensione, la fibra ottica, i sistemi antincendio o la rilevazione gas.

 

L’obiettivo è creare un gruppo in grado di offrire ai clienti un servizio davvero completo, a 360 gradi. Abbiamo anche investito molto sull’intelligenza artificiale (AI). Proprio in quest’ottica è nata “Morfitech”, una startup che si occupa di AI applicata all’automazione industriale e non solo. Nel nostro ambito invece stiamo cercando di automatizzare la scrittura del software macchina partendo direttamente dallo schema elettrico. 

In questo percorso, che ruolo ha avuto la finanza agevolata?

Abbiamo iniziato ad approcciare il mondo della finanza agevolata nel 2019, con un progetto che si chiamava “Cobotechc”. Si trattava di un robot collaborativo capace di misurare la temperatura corporea e riconoscere se un operatore avesse il DPI corretto. In quel caso abbiamo beneficiato di contributi per la ricerca e sviluppo, mentre un bando regionale ci ha aiutati a finanziare parte dello sviluppo software. È stata la nostra prima esperienza e ci ha fatto capire quanto questi strumenti possano essere utili.

Quali altri strumenti avete utilizzato negli anni?

Abbiamo continuato a lavorare su altri progetti di ricerca e sviluppo e abbiamo partecipato anche a bandi legati alla sicurezza sul lavoro, come quelli dell’INAIL, che ci hanno permesso di installare defibrillatori e fare corsi di primo soccorso. Ci siamo concentrati poi su bandi regionali più piccoli, mirati allo sviluppo tecnologico. Una delle agevolazioni più interessanti che abbiamo ottenuto di recente è il Patent Box, che ci consente una riduzione della tassazione sui redditi legati all’utilizzo di software che sviluppiamo internamente. Sono software che non vendiamo, ma che utilizziamo per gestire in modo più efficiente le commesse dei clienti. 

Come integrate questa pianificazione nella vostra strategia di crescita?

Dato che abbiamo progetti molto focalizzati sull’intelligenza artificiale e la manutenzione predittiva, andiamo a cercare bandi che ci permettano di sostenere lo sviluppo in questi ambiti. Facciamo anche molti investimenti in formazione: nel 2024 abbiamo speso quasi 50mila euro tra costi dei corsi e ore dedicate dai nostri tecnici. Per questo cerchiamo bandi che possano coprire parte di questi costi. Per ora abbiamo sempre lavorato con bandi regionali, ma stiamo iniziando a ragionare sul nostro primo bando europeo.

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Quali difficoltà avete incontrato nella gestione dei bandi?

La parte più complessa è sicuramente la candidatura, perché non è un processo che conoscevamo bene. La rendicontazione, almeno nel caso del Patent Box, è stata più semplice, anche grazie al fatto che abbiamo un buon controllo di gestione interno. Abbiamo potuto raccogliere e verificare rapidamente i dati necessari per presentare la richiesta.

Guardando avanti, su quali ambiti pensate di puntare grazie alla finanza agevolata?

Continueremo a concentrarci sulla digitalizzazione e sull’intelligenza artificiale, che sono strettamente connesse al nostro lavoro. Ma vogliamo usarle anche in modo più trasversale, ad esempio per migliorare l’efficienza interna. Stiamo sviluppando algoritmi che ci aiutino a generare preventivi più velocemente, partendo da una specifica tecnica per arrivare a una distinta materiali e a una stima delle ore di sviluppo e cablaggio. Vogliamo liberare tempo prezioso per i nostri tecnici e usarlo in attività a maggiore valore aggiunto.

Pensate che per un’azienda come la vostra sia utile la figura dell’Opportunity Manager?

Assolutamente sì. Proprio per questo a luglio 2024 abbiamo assunto un giovane laureando in economia, che ha fatto esperienza in vari uffici dell’azienda e da gennaio si sta occupando in modo specifico dei bandi. È lui che tiene i contatti con le università, con cui collaboriamo spesso, e con i centri di ricerca. Lavora in modo trasversale e conosce bene le esigenze delle diverse aziende del nostro gruppo; quindi, riesce a indirizzare la ricerca bandi in modo mirato.

 

Annarita Cacciamani

 

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