Con 5 milioni di euro, la Regione Piemonte sostiene l’inserimento e la mobilità di figure altamente qualificate nelle Pmi per sviluppare progetti di innovazione e trasferimento tecnologico.
Il dibattito sulle competenze ha assunto un peso crescente nelle strategie di sviluppo delle imprese, soprattutto per le Pmi chiamate a confrontarsi con trasformazioni tecnologiche sempre più rapide. Innovare significa sempre più spesso integrare conoscenze specialistiche, capacità di ricerca e profili professionali in grado di tradurre le idee in applicazioni concrete.
In questo contesto la Regione Piemonte ha lanciato il bando MATCHIN – Mobilizing Advanced Talents for Competence and High INnovation, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra imprese e talenti qualificati provenienti dal mondo della ricerca.
A chi si rivolge il bando
La misura si colloca all’interno del Programma Regionale FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2021-2027, nell’ambito delle azioni dedicate allo sviluppo delle competenze per l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Il bando è coerente con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) della Regione Piemonte, che orienta gli interventi pubblici verso ambiti prioritari di innovazione.

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Al centro del bando c’è un meccanismo piuttosto chiaro: l’impresa individua una sfida di innovazione – un nuovo prodotto, un processo da migliorare, una tecnologia da integrare – e definisce il profilo di competenze necessario per affrontarla. MATCHIN interviene sostenendo l’ingresso di queste competenze “avanzate” all’interno dell’azienda, creando un ponte strutturato tra sistema produttivo e ricerca.
Possono presentare domanda le piccole e medie imprese con sede operativa o produttiva in Piemonte, a condizione che la richiesta sia inserita in un progetto di innovazione coerente con le priorità regionali in materia di ricerca, sviluppo e competitività.
Le due linee del bando
MATCHIN mette a disposizione una dotazione complessiva di 5 milioni di euro. Le domande possono essere presentate dal 2 marzo 2026 al 10 settembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. L’agevolazione è concessa in regime di aiuti de minimis ai sensi del Regolamento (UE) n. 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023.
La linea A sostiene l’assunzione, fino a un massimo di tre figure per azienda, con contratti di lavoro subordinato sia a tempo determinato che indeterminato. Sono ammessi anche contratti part-time, purché con regime orario non inferiore al 50% rispetto al full-time. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 70% dei costi per le piccole imprese e al 60% per le medie imprese.
Ai fini della Linea A sono considerate figure altamente qualificate i soggetti in possesso di dottorato di ricerca che, al momento della domanda, abbiano in corso — o abbiano concluso da non più di 12 mesi — una collaborazione a termine con un organismo di ricerca finalizzata allo svolgimento di attività scientifica.

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La linea B prevede la messa a disposizione temporanea di una figura altamente qualificata attraverso la stipula di una convenzione tra Pmi e Università o Enti pubblici di ricerca, in coerenza con il D.M. Ministero Università e Ricerca (MUR) n. 330 del 30 marzo 2022. Nel caso di enti di ricerca non soggetti alla legislazione italiana, la convenzione deve essere allineata alle disposizioni previste dagli articoli 2 e 4 dello stesso decreto, che disciplinano rispettivamente l’oggetto delle convenzioni e la mobilità dei ricercatori verso le imprese. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.
Per la Linea B, rientrano tra le figure altamente qualificate i ricercatori così come definiti dall’art. 1, comma 2, lett. e) del D.M. MUR n. 330/2022, oltre a profili equivalenti provenienti da università e istituzioni di ricerca straniere.
In questo modo MATCHIN mette a disposizione delle Pmi piemontesi due modalità complementari per rafforzare le proprie competenze: integrare nuovi profili in azienda o collaborare in modo strutturato con il mondo della ricerca. Sono ammissibili i costi direttamente connessi all’inserimento o alla mobilità delle figure coinvolte, secondo quanto previsto dal bando regionale.
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