Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank firmano la prima operazione italiana di destocking, trasformando le scorte di magazzino di un’azienda casearia in nuova liquidità per sostenere investimenti e competitività.
Per molte imprese manifatturiere il magazzino rappresenta uno degli asset più preziosi, ma allo stesso tempo immobilizza capitale per mesi, talvolta per anni, prima di trasformarsi in ricavi. È il caso di tutte quelle produzioni caratterizzate da cicli lunghi, in cui il valore economico si costruisce ben prima della vendita. Oggi, con una novità normativa e una prima operazione realizzata in Italia da Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank, quel patrimonio può diventare una fonte di liquidità.
Non attraverso un finanziamento tradizionale, ma mediante una struttura di cartolarizzazione che consente di valorizzare i beni presenti in magazzino e anticipare le risorse necessarie per sostenere nuovi investimenti. In Italia, il primo esempio di destocking, che consente la monetizzazione delle merci in magazzino, ha riguardato l’azienda casearia Brazzale.

Magazzino dell’azienda Brazzale
Trasformare le scorte in leva finanziaria
L’innovazione nasce dalle modifiche introdotte nel 2026 alla Legge 130 sulle cartolarizzazioni, che hanno esteso la possibilità di strutturare operazioni basate sui proventi derivanti dalla titolarità di beni mobili non registrati. Si tratta del presupposto giuridico che rende possibile valorizzare finanziariamente le scorte di magazzino, offrendo alle imprese un nuovo canale di accesso alla liquidità. L’obiettivo è anticipare risorse che, in condizioni ordinarie, diventerebbero disponibili solo al termine del ciclo produttivo e commerciale. Per le aziende che mantengono in deposito beni di elevato valore economico, questo significa poter finanziare investimenti senza attendere la vendita dei prodotti.
Il meccanismo si basa su una società veicolo che acquista i beni presenti in magazzino grazie a un finanziamento concesso dagli investitori. L’impresa ottiene così liquidità immediata, mentre i proventi derivanti dalla successiva vendita dei prodotti alimentano il rimborso dell’operazione. La struttura è inoltre rotativa, consentendo di finanziare progressivamente nuovi lotti di merci presenti in magazzino.
Brazzale come caso pilota
La rilevanza dell’operazione non risiede soltanto nel suo valore economico, 10 milioni di euro, ma nel fatto che inaugura l’applicazione concreta del nuovo quadro normativo. Non si tratta, infatti, di utilizzare il magazzino come semplice garanzia, bensì di costruire una cartolarizzazione fondata sul valore dei beni presenti in deposito, aprendo una strada finora inesplorata nel mercato italiano. L’obiettivo dichiarato è mettere a disposizione delle imprese uno strumento aggiuntivo per sostenere crescita e competitività.
A inaugurare questo modello è stata infattiatti Brazzale, impresa lattiero-casearia italiana. Questo tipo di produzioni richiedono tempi di lavorazione e di stagionatura che possono protrarsi a lungo, durante i quali una quota significativa del valore dell’impresa rimane immobilizzata nei magazzini.

Sede di Cassa_Depositi e Prestiti, Roma – Photo: wikimedia commons
È proprio questa caratteristica a rendere il settore particolarmente adatto a sperimentare strumenti capaci di anticipare la liquidità senza modificare il ciclo industriale. L’operazione prevede che Magazzino Italia SPV, finanziata in parti uguali da Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank, acquisti un insieme di prodotti freschi e semi-stagionati presenti nei magazzini dell’azienda, consentendo a Brazzale di disporre immediatamente delle risorse da destinare al proprio piano di sviluppo.
Le risorse saranno utilizzate per realizzare un nuovo centro logistico, ampliare il reparto di confezionamento, acquistare nuovi macchinari e rafforzare la presenza sui mercati internazionali attraverso nuovi prodotti e una maggiore capacità produttiva.
Un modello pensato per essere replicato
Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank, in una nota stampa di presentazione dell’operazione, indicano esplicitamente questo come un modello destinato a estendersi ad altre imprese, sia nel comparto agroalimentare sia in altri settori caratterizzati da consistenti livelli di beni in magazzino. Per Cassa Depositi e Prestiti, inoltre, l’intervento si inserisce nel piano strategico 2025-2027, contribuendo all’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese e sostenere le filiere strategiche del Paese.
Come sottolinea Andrea Nuzzi, direttore Business di CDP, «con la prima operazione di destocking lanciata in Italia, lo strumento della cartolarizzazione viene impiegato in una delle principali filiere strategiche dell’economia nazionale nella prospettiva di fornire liquidità immediata alle aziende e valorizzare i beni presenti in magazzino».
Foto dal Press kit di Brazzale

