Nuovi meccanismi di finanziamento e aste competitive: l’Innovation Fund si evolve aprendo la strada alla decarbonizzazione dei processi industriali più energivori.
L’Innovation Fund è uno dei principali strumenti con cui l’Unione europea sostiene la diffusione di tecnologie industriali in grado di ridurre le emissioni di gas serra. Finanziato attraverso i proventi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, il fondo sostiene progetti che mettono in pratica, su scala industriale, soluzioni già sviluppate ma non ancora commercializzate.
Oltre a sostenere la riduzione diretta delle emissioni, il fondo contribuisce alla costruzione di una base industriale europea per la transizione climatica, favorendo l’emergere di filiere tecnologiche e competenze legate alla decarbonizzazione.
L’obiettivo è testare queste tecnologie in condizioni operative reali, valutarne la sostenibilità economica e ambientale, e favorirne la successiva diffusione. In questo contesto, il fondo interviene nella fase intermedia tra ricerca e mercato, dove spesso l’innovazione si arresta per mancanza di capitali o di fiducia da parte degli investitori.
Criteri e modalità di finanziamento
Il fondo sostiene progetti dimostrativi di diversa scala:“i progetti “large-scale” che sono quelli con spesa in conto capitale superiore (capex) a 7,5 milioni di euro, e quelli “small-scale” con capex pari o inferiore a 7,5 milioni. Il contributo può coprire fino al 60% dei costi rilevanti identificati secondo la metodologia definita nel bando.

Le candidature sono valutate secondo criteri quali: efficacia nella riduzione delle emissioni di gas serra, grado di innovazione, maturità del progetto, scalabilità/replicabilità e costi-efficienza.
Le risorse provengono principalmente dai proventi del sistema EU Emissions Trading System (ETS), cioè dalle aste delle quote di emissione”. Per il periodo 2021-2030, la dotazione stimata del fondo è di circa 40 miliardi di euro.
Limiti e questioni operative
L’Innovation Fund ha dimostrato di poter sostenere tecnologie che altrimenti non avrebbero raggiunto il mercato, ma il suo impatto rimane proporzionale alle risorse disponibili. Anche una cifra come 40 miliardi di euro può risultare ridotta se confrontata con la dimensione degli investimenti necessari per decarbonizzare l’economia europea.
Le imprese che intendono partecipare devono affrontare un processo di candidatura complesso, con requisiti tecnici, economici e amministrativi elevati. Nel Rapporto 2025 della Commissione, si segnala che molti progetti hanno incontrato difficoltà legate ai permessi e ai tempi autorizzativi. La Commissione sta cercando di intervenire su questo aspetto, promuovendo una maggiore condivisione delle esperienze tra i beneficiari e gli Stati membri.
Le novità del 2025
Nel 2025 il funzionamento dell’Innovation Fund è stato ampliato con un nuovo meccanismo di aste competitive, introdotto accanto ai bandi tradizionali. In queste aste, le imprese o i consorzi presentano offerte per ottenere un contributo economico, indicando la quantità di riduzione di anidride carbonica che possono garantire per tonnellata di anidride carbonica evitata.
La logica è quella di premiare i progetti più efficienti in termini di costo per tonnellata di emissioni evitate, riducendo la spesa complessiva del fondo e stimolando una maggiore concorrenza tecnologica. Le aste rappresentano quindi un’evoluzione del modello di finanziamento, orientata alla misurabilità dei risultati e alla rapidità di implementazione.

Una delle prime applicazioni di questo schema riguarda la decarbonizzazione del calore industriale, cioè la sostituzione dei combustibili fossili con soluzioni rinnovabili o elettriche nei processi termici di fabbriche e impianti. Per questa iniziativa, la Commissione ha stanziato un budget di circa un miliardo di euro, suddiviso in due categorie: una per il calore a bassa temperatura e una per quello ad alta temperatura.
Inoltre, è stato rafforzato l’obbligo di condivisione della conoscenza: i beneficiari devono rendere pubbliche alcune informazioni sui risultati e sulle lezioni apprese, in modo da agevolare la replicazione dei progetti in altri contesti, insieme alle best-practice.
Opportunità per le imprese italiane
Le imprese italiane ed europee possono accedere al fondo attraverso le call pubblicate periodicamente dalla Cinea (Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency). I settori potenzialmente interessati includono l’acciaio, il cemento, la chimica, l’idrogeno, il riciclo e i sistemi di accumulo energetico. Per candidarsi è necessario presentare progetti con un contenuto tecnologico effettivamente innovativo, una strategia economica credibile e una chiara riduzione delle emissioni misurabile.
Una delle prime applicazioni di questo nuovo meccanismo riguarda la decarbonizzazione del calore industriale, un settore ad alta intensità energetica che comprende processi come fusione, essiccazione e reazioni chimiche (quindi pompe di calore industriali, riscaldamento elettrico, induzione/plasma, solare termico, ecc.). L’obiettivo è sostituire i combustibili fossili con soluzioni elettriche, ibride o alimentate da fonti rinnovabili, riducendo le emissioni dirette nei siti produttivi.
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