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Emilia-Romagna: 50 milioni di fondi UE per deep tech, biotech e startup

di Mariza Cibelle Dardi
Concept of energy efficient light bulb

Sostegno alla produzione tecnologica e alla crescita delle giovani imprese: la Regione Emilia-Romagna attiva importanti risorse europee nei settori digitale, energetico e delle biotecnologie.

L’Emilia-Romagna consolida la propria posizione di riferimento nella politica industriale europea attraverso il Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale (PR FESR) 2021-2027. Il pilastro di questa strategia è il bando attuato secondo il Regolamento UE 2024/795, che ha istituito la Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP, Strategic Technologies for Europe Platform). Con una dotazione complessiva di 45 milioni di euro, lo strumento mira a ridurre le dipendenze dell’Unione europea da paesi terzi in settori ad altissima intensità tecnologica.

Le risorse sono destinate a progetti che riguardano tre settori definiti critici: le tecnologie digitali e l’innovazione profonda (deep tech), le tecnologie pulite ed efficienti e le biotecnologie. L’architettura del bando prevede due percorsi d’azione distinti: l’azione 1.6.1 sostiene gli investimenti produttivi per la fabbricazione di queste tecnologie, mentre l’azione 1.6.2 finanzia attività di ricerca e sviluppo sperimentale che abbiano già raggiunto un elevato livello di maturità tecnologica (TRL, Technology Readiness Level), compreso tra 6 e 8. In termini pratici, si tratta di soluzioni già testate in ambienti reali e pronte per essere portate sulla linea di produzione.

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Photo: Magnific / Freepik

Per le imprese del territorio, questo piano rappresenta un’occasione per ottenere contributi a fondo perduto fino a un massimo di 3 milioni di euro per singolo progetto. Gli investimenti minimi richiesti per accedere alla misura sono fissati a 1 milione di euro, garantendo così il finanziamento di piani industriali di ampio respiro. Un requisito essenziale per l’accesso ai fondi è il rispetto del principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente (DNSH, Do No Significant Harm), assicurando che ogni progresso tecnico sia coerente con gli obiettivi ecologici dell’Unione europea.

Le aziende hanno ancora due opportunità per candidarsi tramite l’applicativo Sfinge 2020: la prossima finestra sarà aperta dal 4 al 29 maggio 2026, seguita da un’ultima tornata dal 1° al 30 settembre. La selezione avverrà tramite una graduatoria di merito, assegnando punteggi più alti ai progetti di qualità superiore e più coerenti con i settori economici prioritari (S3) definiti dalla Regione.

Nuova linfa per le startup: 5 milioni di euro per il consolidamento e la crescita

Allo scopo di alimentare la base imprenditoriale più giovane e dinamica, la Regione ha attivato un sostegno specifico per lo sviluppo delle Startup Innovative attraverso l’Azione 1.1.5 del PR FESR. Con un budget di 5 milioni di euro, l’iniziativa si rivolge alle Piccole e Medie Imprese (PMI) iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

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Photo: Unsplash / Om Kamath

Il fondo è stato suddiviso in due canali per rispondere meglio alle diverse fasi di crescita: 3 milioni di euro sono riservati alle imprese con un’anzianità di iscrizione fino a 3 anni, mentre 2 milioni sono dedicati a quelle che operano da più di 3 anni. L’obiettivo è finanziare piani imprenditoriali che rendano queste realtà più pronte e attrattive per gli investitori di capitali di rischio. L’agevolazione è significativa: consiste in un contributo a fondo perduto che copre il 60% delle spese ammissibili. Questa percentuale può salire fino a una copertura del 75% grazie a un sistema di premialità che valorizza le nuove assunzioni a tempo indeterminato (+10%) e le imprese a guida femminile o giovanile (+5%).

I massimali di contributo variano in base al regime di aiuto scelto, arrivando fino a 500 mila euro per le startup con maggiore anzianità in regime di esenzione. I progetti finanziabili includono lo sviluppo di prototipi, l’ingegnerizzazione del prodotto e le strategie di ingresso sui mercati esteri. Una novità regolamentare introdotta per il periodo in corso impone alle piccole imprese beneficiarie di possedere o impegnarsi a stipulare una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali, come alluvioni o terremoti, a decorrere dal 1° gennaio 2026.

Oltre al sostegno economico, la Regione pone particolare attenzione alle soluzioni che ampliano l’uso dell’intelligenza artificiale e che riducono le disuguaglianze sociali. Anche in questo caso, le domande vengono gestite tramite la piattaforma regionale e valutate in base alla qualità tecnica e alla solidità economica del piano proposto.

La struttura di questi incentivi delinea una visione di lungo periodo: trasformare i risultati della ricerca in valore economico duraturo per il territorio, coltivando attivamente i campioni industriali di domani.

 

Mariza Cibelle Dardi

Photo cover: Freepik / gpoinstudio

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