La Chief Operations Officer di PPInox spiega il metodo usato per usufruire degli incentivi: «Partiamo sempre da ciò che serve all’azienda. Solo dopo andiamo a vedere se c’è qualche misura di finanza agevolata adatta»
Con sede nel milanese, PPInox è un’azienda specializzata nella produzione di profili speciali in acciaio inossidabile destinati a vari settori industriali. Ha circa 80 dipendenti e un fatturato annuo intorno ai 40 milioni di euro. PPInox affianca alla crescita industriale un’attenta strategia di innovazione tecnologica e sostenibilità, spesso supportata da strumenti di finanza agevolata. Ne abbiamo parlato con Chiara Cormanni, Chief Operations Officer, che segue in prima persona i progetti di investimento e gli incentivi pubblici.
Di cosa si occupa nello specifico PPInox?
PPInox è specializzata nella produzione di profili speciali in acciaio inossidabile. Questi profili sono utilizzati in diversi settori industriali. Abbiamo anche un secondo filone di attività: riceviamo nastri e li tagliamo su misura secondo le esigenze del cliente. Sono due anime distinte ma complementari, d’altronde l’acciaio è un materiale che trova applicazione in moltissimi settori.
Utilizzata la finanza agevolata? Se sì, come ha aiutato l’innovazione nei vostri impianti e processi di lavorazione?
Ha avuto un ruolo molto importante. Il primo progetto rilevante risale al 2015, quando abbiamo acquistato un impianto da un milione di euro grazie al credito d’imposta sugli investimenti.
Da lì abbiamo continuato a investire con il supporto di strumenti come Industria 4.0, Fondo Nuove Competenze, Simest (società del gruppo Cassa depositi e prestiti), PNRR e più di recente anche Industria 5.0. Grazie al PNRR abbiamo introdotto un nuovo gestionale, formato il personale e avviato investimenti in efficienza energetica. Ad esempio, stiamo installando un ottimizzatore di tensione abbinato a un impianto fotovoltaico: un progetto da 650mila euro, di cui circa la metà è recuperata in credito d’imposta.
Quali strumenti avete utilizzato per sostenere investimenti in tecnologia e qualità?
Abbiamo utilizzato Industria 4.0, Fondo Nuove Competenze, PNRR e Simest per due progetti: il fotovoltaico su un nuovo capannone e la digitalizzazione aziendale. Nel periodo Covid non ci siamo fermati e abbiamo portato avanti progetti di ricerca e sviluppo, e abbiamo beneficiato anche dell’iniziativa “Energy Release”, utile per contenere i costi energetici. In tutti i casi, si è trattato di investimenti già pianificati, non decisi perché esisteva l’incentivo.
Come integrate le opportunità di finanza agevolata nella pianificazione industriale e nella crescita di PPInox?
Partiamo sempre da ciò che serve all’azienda. Solo dopo andiamo a vedere se c’è qualche misura adatta. Preferiamo non vincolarci ai bandi, perché a volte ti costringono a tempi o requisiti poco compatibili con la tua realtà. Un esempio: avevamo valutato un nuovo laminatoio da 3 milioni, ma i tempi della misura 5.0 erano troppo stretti. Sarebbe stato troppo rischioso e abbiamo deciso di rinunciare.
Quali criticità avete incontrato nella gestione delle pratiche?
Le regole cambiano spesso in corsa, e questo crea problemi. Ad esempio, gli incentivi ottenuti attraverso Simest inizialmente si potevano cumulare con Industria 4.0, poi è stato vietato. La rendicontazione è complessa, servono competenze specifiche. Noi ci affidiamo a consulenti esterni specializzati, altrimenti non potremmo gestire tutto.
Cosa pensa della figura professionale dell’opportunity manager?
È una figura molto utile, ma per una Pmi come la nostra è difficile sostenerla a tempo pieno. Lavoriamo con consulenti esterni, cercando persone davvero competenti. Oggi tanti si dichiarano esperti, ma non tutti lo sono davvero. Il vero problema è che molte aziende non sanno nemmeno che esistono queste opportunità. Se non hai tempo o qualcuno che ti informa, rischi di perderle completamente.


