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Cereria Graziani: due secoli di luce tra tradizione e innovazione

di Veronica Rossetti
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Dal 1805, l’arte della candela si rinnova tra stabilità, internazionalizzazione e qualità made in Italy

La Cereria Graziani è uno straordinario esempio di come la tradizione possa convivere con l’innovazione. La capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato, senza mai perdere di vista la qualità e la solidità, ha permesso all’azienda di attraversare oltre due secoli di storia, continuando a rappresentare un’eccellenza italiana nel mondo.

Ne abbiamo parlato con il presidente, Mario Graziani, che ci ha spiegato come fare impresa oggi significhi trovare un equilibrio tra continuità e apertura, tra radici locali e visione internazionale.

Partiamo dalla storia dell’azienda: come nasce e come si è trasformata nel tempo?

La nostra è una storia familiare iniziata nel 1805, quando Abramo Graziani avviò l’attività a Borgo San Jacopo, in provincia di Livorno. Siamo oggi alla settima generazione. Il mondo delle candele è cambiato profondamente: nell’Ottocento erano una fonte primaria di luce, ma dalla metà del Novecento sono diventate oggetti decorativi e profumati.

cereria graziani storia

Negli ultimi vent’anni il mercato si è trasformato rapidamente, costringendoci a rivedere strategie anno dopo anno. Oggi le candele sono un prodotto emozionale: creano atmosfera, accompagnano momenti di raccoglimento o convivialità, arricchiscono ambienti domestici, ristoranti e luoghi di culto. In questo settore, affascinante e complesso, il nostro obiettivo non è rincorrere modelli aggressivi come quelli delle startup, ma garantire stabilità e qualità: sono i nostri pilastri aziendali.

Quali difficoltà incontrano le aziende nei finanziamenti agevolati o negli incentivi fiscali?

La gestione dei bandi è complicata. Ho provato personalmente a seguirne alcuni, ma spesso sono pensati per grandi aziende o per chi ha risorse dedicate. La burocrazia non si concilia con i tempi del mercato: un’opportunità può durare pochi mesi, mentre un bando richiede tempi lunghi e dinamiche rigide. Servirebbe un sistema più snello, con programmazioni a lungo termine che incentivino realmente l’innovazione e la crescita pianificata.

Che impatto hanno avuto gli incentivi sulla vostra crescita?

Abbiamo beneficiato di diversi strumenti, dai bandi delle Camere di Commercio ai fondi Simest e regionali. Ci hanno permesso di consolidare la nostra posizione e investire in innovazione.

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Uno dei nostri obiettivi principali è l’internazionalizzazione: esportiamo il 90% della produzione e partecipiamo regolarmente a fiere internazionali. È un’attività costosa, ma fondamentale per lo sviluppo del business. In questo senso, gli incentivi ci hanno aiutato ad avviare progetti inizialmente non redditizi, che col tempo hanno prodotto risultati importanti.

Le imprese hanno le risorse per orientarsi autonomamente nel mondo dei finanziamenti?

Per molte piccole realtà è difficile affrontare da sole la complessità dei bandi. Spesso mancano le risorse per seguire l’intero iter. Il PNRR ha mostrato quanto sia urgente spendere i fondi, ma non sempre ciò avviene in modo efficace. Servirebbero figure specializzate dedicate a ciascun bando, capaci di affiancare le aziende con competenza e concretezza.

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Quanto è importante una consulenza per intercettare opportunità di crescita?

Una consulenza esterna può fare davvero la differenza, a patto che si scelgano professionisti seri e preparati. Purtroppo, non tutte le realtà del settore sono affidabili, e questo ha minato in parte la fiducia delle imprese. Un ruolo più attivo delle associazioni di categoria potrebbe essere decisivo: potrebbero collaborare con studi di consulenza per offrire un sistema più trasparente, credibile e accessibile.

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Mario Graziani

 

Veronica Rossetti

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