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Bando Green Tour: 109 milioni per la svolta verde e digitale del turismo

di Mariza Cibelle Dardi
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Ridurre le emissioni, tagliare i consumi e produrre energia pulita: sono questi i pilastri di Green Tour, il nuovo bando gestito da Invitalia per la transizione verde del turismo italiano. Con lo sportello ora attivo, le imprese della filiera possono accedere a contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per sostenere la propria svolta ecologica e digitale.

Dal 15 luglio 2026 le imprese turistiche italiane possono presentare domanda per il nuovo incentivo “Green Tour”, la misura del Ministero del Turismo gestita da Invitalia per investimenti in efficientamento energetico, rinnovabili e digitalizzazione. Lo sportello resterà attivo fino alle 17:00 del 15 settembre 2026.

L’incentivo affonda le sue radici nella legge di Bilancio 2025 ed è stato perfezionato con la manovra successiva. L’iter attuativo si è poi concluso nella primavera del 2026 con il decreto ministeriale attuativo di marzo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ad aprile, e con il provvedimento operativo di giugno che ha fissato le regole del gioco.

Sul piatto ci sono complessivamente 109 milioni di euro, di cui 59 milioni destinati ai contributi diretti e i restanti 50 milioni al credito agevolato. L’agevolazione riconosciuta non copre l’intero costo del progetto, ma una specifica percentuale di spesa (la cosiddetta “intensità di aiuto”) che varia dal 25% al 65% a seconda della dimensione aziendale e del tipo di intervento.

La somma agevolata spettante viene poi erogata strutturandola secondo un mix finanziario predefinito fisso: 54% di contributo a fondo perduto e 46% di finanziamento agevolato. Fa eccezione la quota di investimenti ricadente nel regime De Minimis (come pergotende bioclimatiche o pavimentazioni sostenibili): in questo specifico caso l’agevolazione, fino a un massimo di 300 mila euro, viene concessa integralmente al 100% come contributo a fondo perduto. Il bando guarda con particolare attenzione alle realtà minori: ben il 60% dell’intera dotazione è infatti riservato alle Pmi, con un vincolo che impone di destinare almeno un quarto di questa quota a micro e piccole imprese.

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Photo: Magnific

Chi può partecipare e con quali progetti

Possono accedere Pmi e grandi imprese operanti nei settori turistici individuati dai codici ATECO richiamati dal decreto: strutture ricettive come alberghi, ostelli, b&b, campeggi e villaggi turistici, oltre a ristoranti, stabilimenti balneari, centri termali, parchi tematici e organizzatori di convegni e fiere. Sono ammesse anche le imprese attive da almeno tre anni che, pur non rientrando direttamente in quei codici, dimostrino dalle scritture contabili di aver realizzato oltre il 50% del fatturato in attività turistiche e che provino formalmente che la mancata attivazione del codice ATECO non sia dovuta a un inadempimento degli obblighi camerali.

Il bando è aperto anche ai proprietari delle strutture (se costituiti in forma d’impresa) che si avvalgano dei requisiti dei gestori e il piano di investimento può essere presentato in forma congiunta tramite contratto di rete. Costituisce inoltre requisito di accesso assolutamente vincolante l’aver già adempiuto, alla data di presentazione della domanda, all’obbligo di stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni da calamità naturali ed eventi catastrofali.

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Photo: Magnific / Prostooleh

Procedura, tempi e vincoli operativi

La domanda si presenta esclusivamente in via telematica sul sito di Invitalia, con identificazione del legale rappresentante tramite SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica e firma digitale del modulo generato dalla procedura. È richiesta una casella PEC attiva e registrata nel Registro delle imprese. Le domande trasmesse tramite canali diversi dalla piattaforma ufficiale sono dichiarate irricevibili, e ogni soggetto, singolo o partecipante a una rete, può presentare un’unica domanda relativa a un unico programma di investimento.

L’assegnazione non segue l’ordine cronologico di arrivo delle domande, ma una graduatoria basata su punteggio: il decreto attribuisce peso alla qualità progettuale, alla solidità economico-finanziaria del proponente e a fattori premiali come rating di legalità, certificazioni ambientali o di parità di genere, secondo i criteri elencati nell’allegato tecnico del provvedimento. L’avvio del progetto deve essere successivo alla presentazione della domanda; la conclusione dell’investimento è fissata entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Sul piano dell’erogazione, è prevista un’anticipazione pari al 30% del contributo a fondo perduto concesso entro 30 giorni dalla sottoscrizione del disciplinare, previa fideiussione bancaria o assicurativa, mentre il saldo arriva entro 90 giorni dall’approvazione della rendicontazione finale. Il finanziamento agevolato si rimborsa con rate semestrali costanti posticipate, con scadenze fissate al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno.

Nel complesso, Green Tour si inserisce in un percorso avviato oltre un anno fa con la legge di bilancio 2025 e completato solo ora, a due anni di distanza, con l’apertura effettiva dello sportello. Per le imprese turistiche interessate, la finestra di nove settimane per la presentazione delle domande rappresenta l’elemento operativo più immediato da monitorare, mentre la logica di graduatoria a punteggio — e non di click day — sposta l’attenzione dalla velocità di invio alla qualità della documentazione progettuale e finanziaria presentata.

 

Mariza Cibelle Dardi

Photo cover: Unsplash / Andrea Leopardi  (nell’immagine edificio a L’Aquila in Abruzzo)

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