Dall’ottimizzazione della produzione agli investimenti in tecnologia: Andrea Tenneriello spiega il percorso di crescita dell’azienda.
Fondata nel 1961, Moba Eurotubi è oggi un punto di riferimento internazionale nella produzione e commercializzazione di tubi in cartone per molteplici settori industriali. Un prodotto spesso percepito come secondario, ma che in realtà rappresenta un elemento cruciale per numerosi processi produttivi, in cui resistenza e affidabilità sono fattori chiave per garantire la continuità operativa delle aziende clienti.
Alla guida della Direzione Generale c’è Andrea Tenneriello, entrato nel Gruppo Moba Eurotubi nel 2002 e oggi responsabile della pianificazione strategica, del coordinamento e della supervisione delle funzioni aziendali, nonché dell’analisi dei rischi e della gestione delle criticità. L’azienda ha affrontato importanti trasformazioni, investendo in tecnologia e innovazione per migliorare l’efficienza produttiva e consolidare la propria presenza nei mercati internazionali.
In questa intervista, Tenneriello racconta le sfide che le imprese italiane devono affrontare per accedere ai finanziamenti agevolati e l’importanza di un approccio strategico alla gestione delle opportunità di crescita.

Quali sono stati i passaggi più significativi che hanno segnato la crescita e l’innovazione nella storia della sua azienda?
Le origini del gruppo industriale di cui fa parte Moba Eurotubi risalgono al 1961. L’azienda produce e commercializza tubi in cartone per diversi settori industriali a livello internazionale. In molte applicazioni, il tubo di cartone è un componente essenziale per i processi produttivi. Sottoposti a continue sollecitazioni meccaniche, questi tubi devono soddisfare specifiche tecniche precise per evitare fermi macchina che comprometterebbero l’intera produttività. Il primo passo fondamentale nella crescita dell’azienda è stato il perfezionamento della produzione, con materie prime, colle e tecniche altamente performanti.
Un ulteriore punto di svolta è stato l’aumento degli investimenti in innovazione e tecnologia, che hanno assunto un ruolo centrale nella pianificazione strategica dello sviluppo aziendale. Negli ultimi dieci anni, gli investimenti hanno interessato vari aspetti della gestione aziendale: il miglioramento dei flussi informativi interni mediante l’integrazione bidirezionale con i sistemi gestionali, la semplificazione della relazione uomo-macchina con interfacce “user-friendly” e il raggiungimento di standard di sicurezza più elevati, incrementando al contempo la produttività.
Quali ostacoli ritiene che le imprese debbano affrontare oggi per accedere ai finanziamenti agevolati o agli incentivi fiscali?
Il principale ostacolo per le PMI italiane è la carenza di risorse e competenze interne necessarie per gestire le opportunità di finanziamento agevolato o di incentivi fiscali.

A ciò si aggiunge la complessità burocratica delle procedure e l’assenza di tempistiche certe per l’istruttoria e la delibera, che possono incidere negativamente sulle strategie di sviluppo aziendale. Un altro elemento critico è la possibilità di interpretazioni discordanti delle normative da parte degli enti di riferimento, creando incertezza e confusione tra le imprese.
In che modo l’accesso a fondi pubblici o incentivi fiscali ha influenzato la crescita e lo sviluppo della sua azienda?
L’accesso a fondi pubblici ha avuto un effetto propulsivo sugli investimenti, riducendone i tempi di avvio, rafforzandone l’intensità e ampliandone l’orizzonte temporale. Tuttavia, in un contesto economico caratterizzato da incertezza e volatilità, le previsioni di business plan pluriennali diventano spesso più teoriche che concrete. Inoltre, questi finanziamenti hanno contribuito ad accrescere la competitività e le competenze aziendali, creando un ambiente di lavoro più stimolante e consolidando la nostra reputazione sui mercati internazionali.
Crede che le aziende siano adeguatamente preparate per navigare autonomamente nel panorama dei finanziamenti agevolati, o ritiene che il supporto di esperti sia ancora essenziale?
Ritengo che sia ancora prematuro pensare che le aziende possano affrontare autonomamente questo tipo di processi. Questo limite è uno dei principali fattori che penalizzano lo sviluppo delle imprese italiane rispetto a concorrenti stranieri, che pur avendo minore know-how e prodotti qualitativamente inferiori, risultano spesso più strutturati nell’accesso ai finanziamenti.
Quanto valore attribuisce alla presenza di un consulente capace di individuare e sfruttare le opportunità di crescita, sia interne che esterne all’azienda?
Un consulente esperto – come ad esempio la figura dell’Opportunity Manager (promossa da Find Facility Net) – può rappresentare un grande valore aggiunto, a patto che si crei una reale sinergia con l’azienda. È fondamentale che il professionista sappia intercettare i bisogni aziendali e sfruttare tutte le leve disponibili con un approccio condiviso e tempestivo.

Spesso le imprese si trovano a dover affrontare difficoltà in corso d’opera, e molti imprenditori, potendo tornare indietro, rinuncerebbero ai percorsi avviati per evitare ostacoli imprevisti. È proprio in questi casi che un professionista qualificato fa la differenza, grazie a un’analisi iniziale accurata e contestualizzata rispetto al settore, ai mercati di destinazione e alle risorse disponibili, supportando l’azienda nella gestione delle opportunità con un approccio strategico e sostenibile.

